AGeSCI Milano 68

“Un sorriso fa il doppio di strada di un brontolio” [B.P.]
Aug 18

La Comunità Capi del gruppo scout AGESCI Milano 68 organizza un campo in stile scout rivolto a RAGAZZE di 2a e 3a media.

Primo Campo si svolgerà a Colico, nella splendida cornice della base scout “KELLY” dal 3 al 5 settembre 2010.

Fuoco alla base scout di Colico "Kelly"

E’ pensato per ragazze che non conoscono l’esperienza scout, per introdurle piano piano alla vita all’aria aperta e alla possibilita’ di divertirsi insieme con semplicità, a contatto con la natura.
Si svolgerà in tenda, con qualche aiuto per chi non ha mai vissuto vita da campeggio.
Non sarà richiesto materiale particolare (a parte sacco a pelo, materassino e uno zaino per trasportarli), percio’ non serve un grosso investimento per partecipare!

Il campo è organizzato da Capi Scout della Comunità Capi del Milano 68, con lunga esperienza di campi scout alle spalle.
Le partecipanti saranno assicurate e la quota (50euro) comprende assicurazione, viaggio A/R, vitto, alloggio e materiale per le attività.

Per tutte quelle informazioni che qui non ci sono, per i dubbi e le domande, ma soprattutto per le iscrizioni contattare Anna info@milano68.org

Vi aspettiamo!
La Comunità Capi del gruppo scout AGESCI Milano 68

Aug 12

Ecco che siamo tornati. Giornata di pulizie e verifiche, saluti e abbracci.

Ci siamo salutati cantando “La meridiana”, che i bimbi dell’oratorio hanno imparato veloci come fossero lupetti italiani.

Si è commossa Celina a ricevere i nostri fazzolettoni e ci siamo commossi noi salutando i bambini e mettendogli al collo le medagliette che ci ha regalato la Polisportiva. Ci siamo accomodati in un pezzetto della memoria e del cuore di ciascuno e abbiamo a nostra volta fatto spazio a loro. E’ stato un campo di incontro con una realtà diversa dalla nostra, ma soprattutto con persone che ci hanno aperto nuovi orizzonti e ci hanno aiutato a tirar fuori umanità e amore per la gente, a partire da quella che non viene considerata degna di rispetto e attenzione.

Ieri mattina siamo stati tutti a Chitila, per salutare a dovere anche i ragazzi disabili che sono ospitati dalle Missionarie della Carità.
E’ stato un momento toccante, ci siamo ricordati della paura e dell’inadeguatezza che abbiamo provati tutti la prima volta che abbiamo messo piede in questo luogo e abbiamo sentito sulla pelle che cosa significa conoscere qualcosa e qualcuno che è diverso e ti intimorisce, e poi comprendere che è possibile vincere la paura, e poi trascorrere del tempo senza più diffidenza, affezionarsi, ridere insieme. Abbiamo salutato Paul, il Maestro di Yoga, Francesco “Gatta”, il Capo, Andrej… e poi Romeo, Michi, l’altro Paul, i due Lucian, Sting, Dominic e Benedic, Cataline, Sebin, Flo, Emil e Sorin.
Un abbraccio alla psicologa e uno alle suore. Grazie di cuore, ve lo diciamo noi.

Siamo tornati in Italia, stanchi e accaldati, con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza che ci ha fatti sentire una Comunità composta da singoli con potenzialità da far crescere e da sfruttare: un’esperienza che ci ha messi alla prova e ci ha offerto occasioni di sentire come l’impegno e la passione possono cambiare le relazioni fra le persone, siano esse grandi o piccine, ricche o diseredate, italiane o rumene. Ancora ci chiediamo chi abbia fatto servizio a chi.

Arrivederci, Romania.

Anna

Aug 10

Parliamo della giornata di ieri. Certamente molto pesante dal punto di vista fisico e psicologico ma molto divertente.
Nella mattinata, essendo molto spossati dal week end intenso, ci è venuta l’idea di far cucinare i bambini. All’inizio eravamo un po’ prevenute pensando a chissà che pasticcio sarebbe venuto fuori: il menu prevedeva la pizza. E’ stato più divertente di quanto pensassimo perchè siamo riuscite a coinvolgere in maniera inaspettata i bambini che erano molto entusiasti di preparare questo piatto tipico italiano, tanto che continuavano a ripetere “pizza pizza pizza” tutto il tempo.
Nonostante la fase di cottura sia stata per noi molto impegnativa, la pizza ha avuto un gran successo tra tutti!
Data la riuscita dell’esperimento di ieri oggi ci cimenteremo, sempre con i bambini dell’oratorio, nella preparazione di dolci. Chissà come verranno? Vi faremo sapere!

Ale&Vale

Aug 9

Come iniziare il nostro racconto!?
Sembra semplice esprimere le proprie emozioni riguardo una grande citta’ come Bucarest, che sembra un momento bellissima un altro povera e abbandonata… Noi siamo abituati allla nostra citta’, all’Italia che ”occupa” il suo tempo a migliorare e incrementare la sua bellezza. Bucarest e’ una citta’ stupenda, ma va capita. Girando per le sue vie si scopre qual e’ la vera Romania e si percepisce quel senso di perdita e poverta’, quasi preso in giro dai negozi che vendono abiti firmati di fianco a case abbandonate e distrutte.

In giro per le strade, di sera, non si vedono molte persone in giro e i ristoranti o ‘kebabbari’ sono difficili da trovare (aperti), eppure la gente del posto racconta che i giovani si divertono e possono usufruire di molte iniziative proposte dalla citta’. Alcune delle sue vie ‘nascondono’ bellissime chiese, sia cattoliche che non, dall’architettura antica e ricercata. Nascoste perche’ Causescu in quanto ateo voleva dimostrare che la religione cattolica non doveva essere professata nel suo Paese e nella sua citta’.

Parlando con le persone che hanno vissuto qui i principali momenti del Regime ci si accorge che dentro di loro, nonostante siano passati anni dalla sua caduta, permane un senso di vuoto e irrequietezza. Anche il Governo attuale non permette alle persone anziane di vivere dignitosamente dopo la pensione, 200euro al mese, aumentando progressivamente il  valore dell’IVA (24percento). In sostanza i prezzi aumentano sempre di piu’ ma salari e pensioni rimangono ‘congelate’.

Di bambini in giro per le strade non se ne vedono, tranne i pochi delle famiglie rom. Ci sono, ma non hanno molti posti dove andare, mancano i giochi, il verde, gli spazi adatti a loro. I loro occhi spesso si perdono nel vuoto, in un nulla.

In questi due lunghi giorni di Bucarest abbiamo visto il Palazzo del Popolo (ora del Parlamento) e il Museo all’aperto Del Villaggio.
Il Primo fu richiesto da Causescu, ma venne completato (quasi interamente) solo dopo la sua morte. Racchiude l’essenza della voglia di grandezza del dittatore, la sua voglia di dimostrare che lui, nonostante la bassa statura, era il piu’ grande di tutti…
Il Palazzo e’ ora sede di Parlamento e Sentato, ma vi possono essere allestite anche conferenze e Fiere. La sua particolarita’, oltre le grandi stanze e un’imponente scala, sono i Tappeti e i Lampadari enormi.

Il Villaggio invece e’ ben ricostruito, dentro un parco, e dettagliato. Vi sono rapprerentate, a grandezze e colori reali, le case romene di un tempo, prima del Periodo comunista, prima delle Guerre Mondiali. Vi e’ anche una piccola chiesa in legno che ricorda quelle norvegesi, bellissima.

Ho capito e imparato molto da questo w-e a Bucarest, ma non ho molto tempo e spazio, per raccontarvelo… ma lo faro’; di certo assieme al Clan quando torniamo!

Marti.

Aug 6

All’ inizio pensavo che i giochi che avremmo proposto non sarebbero piaciuti ai bambini, oggi mi sono ricreduta e ne sono felice.
Nonostante il caldo quasi soffocante e afoso siamo stati tutto il pomeriggio a giocare fuori e dentro l’ Oratorio.  La cosa che mi ha emozionato di piu’ e’ stato vedere gli occhi dei bambini, soprattutto i piu’ piccoli, illuminarsi di fronte a un semplice gioco come la Pasta di Sale che gli abbiamo fatto colorare. Dopo qualche giorno che siamo qui a Bucarest i bambini hanno iniziato a prendere confidenza con noi e provano a parlare in italiano e ci insegnano(a me) nuovi giochi con le carte o canzoncine. Ho finalmente imparato a giocare a Macao, la loro versione di Uno.
Anche i bambini della Scuola ci aiutano a esprimerci con il romeno, anche grazie all’inglese(e poi ci chiediamo perche’ va studiato..) e continuano a chiedere di rifare i giochi che proponiamo, fonte di grande orgoglio.
Mi sto rendendo conto di quanto per loro la nostra presenza sia importante  quando stanno seduti in un angolo e tu gli mostri un pennarello o le carte da gioco e gli cambi la giornata. Mi stanno insegnando quali siano i valori e le cose belle della vita e della giornata..
Riguardo al mio ”rapporto” col servizio dalle Suore devo nuovamente ricredermi. Credevo di essere una presenza superflua per questi Ragazzi ma ieri mi e’ stato detto che loro stessi hanno chiesto di me. E F. , malato di SLA, mi stringeva la mano e capiva quando la ritraevo cercandomi. Questi piccoli gesti hanno e stanno cambiando il mio modo di vedere come gira il mondo.

Martina.

Aug 6

Aspettiamo che l’ultimo abbia finito di lavarsi, e poi usciamo.
Questa sera facciamo quattro passi e andiamo a prendere un kebap per cena, al ritorno ci aspetta Celina per far due chiacchiere e aiutarci a tessere qualche filo di ragionamento.

Siamo nella zona del mercato, che di giorno ha i colori dei pomodori e delle carote e di sera, a bancarelle chiuse, risuona di musica ad alto volume che esce da improbabili auto, coperte di pannocchie o di tappeti.

Un po’ di rom, ”i zingari”, come li chiama Celina, bivaccano e giocano per le strade. Non c’e’ molta gente in giro, per lo piu’ incontriamo ragazzi sul viale grande, quello che porta a Chitila dalle Suore, e bambinetti per strada nella zona del mercato. Case basse, tantissime rivendite di materiale edile, pochi negozi di altro tipo. Qui si costruisce molto, oppure semplicemente siamo in una zona cosi’ povera che per la spesa basta il Penny Market di quartiere e il mercato della frutta e della verdura…

L’incontro con Celina l’ha portata a darci il suo punto di vista su tante cose… sull’esperienza che sta vivendo ormai da dodici anni qui, nella parrocchia di p. Martin, sulla sua giovinezza durante il Comunismo, sul contatto e la collaborazione con i tanti gruppi di italiani che si sono alternati nel corso degli anni, anche se da qualche tempo con meno assiduita’. Si parla di chi vive con loro, ospite della Parrocchia: giovani studenti senza altro posto dove stare, un bimbetto con una mamma non proprio a posto che e’ in ”affido”, e poi diseredati di ogni natura, che sanno che da queste parti una mano non si nega a nessuno. Il contatto con i rom e’ duro e faticoso, tante esperienze negative risuonano nelle parole di Celina che non e’ contenta di come si comportano, dell’atteggiamento remissivo e piagnucolante, della poca voglia di cambiare mentalita’ e imparare a esercitare diritti e doveri.

Ci suggerisce di fare due chiacchiere con p.Martin, che ha un incarico in Curia proprio per la Pastorale dei Migranti.
Questa mattina gliel’abbiamo chiesto, lo incontreremo lunedi’ o martedi’ cosi’ che possa aiutarci a mettere altri tasselli in questo complicato mosaico.

A.

Aug 5

Dopo qualche giorno stiamo iniziando ad abituarci ai ritmi delle varie attivita’ di servizio. La sveglia sempre presto, gli spostamenti per raggiungere i luoghi (la scuola e l’istituto dei disabili) e il caldo ci stanno provando parecchio.

Talvolta e’ difficile trovare il tempo per fermarsi e fare attenzione alle emozioni che il lavoro in queste realta’ ci suscita. Tra l’altro, essendo divisi in pattuglie per svolgere i vari servizi, l’unico momento relativamente tranquillo in cui confrontarci e scambiarci impressioni e opinioni e’ la sera. In questi giorni ci siamo accorti che e’ un momento molto importante per raccogliere le idee su quello che e’ successo nella giornata e per prepararci a quello che ci aspetta il giorno seguente.

Pian piano ci stiamo rendendo conto delle difficolta’ e degli aspetti positivi dei vari servizi, anche se molto dipende dalla sensibilita’ e dalle attitudini di ognuno.

Per quasi tutti il servizio piu’ difficile, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, e’ quello con i disabili dell’istituto delle Suore di Madre Teresa. Pochi di noi infatti avevano avuto esperienze precedenti di quel genere, e il non sapere come comportarsi, aggiunto alle barriere linguistiche, rende il tutto piu’ difficile.

Anche l’animazione con i bambini dell’oratorio e della scuola e’ faticosa, ma tutto sommato – difficolta’ linguistiche a parte - eravamo gia’ quasi tutti abituati ad avere a che fare con dei bambini, anche se in contesti un po’ diversi.

Simone&Michele

Aug 3

Oggi e’ stata la prima giornata piena ed effettiva di campo a Bucarest Noi (il quartiere periferico in cui ci troviamo), iniziata molto presto per permettere a tutti di iniziare per tempo il proprio servizio.

Ci siamo infatti divisi in tre pattuglie che si sono occupate dei tre servizi che ci e’ chiesto di svolgere.

Qualcuno ha avuto a che fare con gli ospiti dell’istituto per malati mentali gestito dalle Suore di Madre Teresa. Probabilmente e’ la realta’ piu’ complessa nella quale ci troviamo ad operare. Era difficile aspettarsi quello che poi ci siamo trovati davanti, e anche esprimere a parole le emozioni che abbiamo provato al primo impatto con quel luogo non e’ affatto semplice. La comunicazione con i malati mentali e’ sempre problematica, e le barriere linguistiche certamente non aiutano. Speriamo che tornandoci piu’ frequentemente sia possibile per noi superare almeno qualche barriera, magari anche entrando maggiormente in contatto con coloro che, per scelta o per lavoro, hanno deciso di lavorare in questa struttura.

Un altro gruppo e’ rimasto nella parrochia che ci ospita per coinvolgere i ragazzi dell’oratorio estivo. Per noi non era una realta’ nuova, visto che li avevamo gia’ conosciuti ieri, e quindi e’ stato stancante ma meno complicato. Inoltre stiamo imparando qualche parola di rumeno, che si aggiunge ai gesti che sono stati il primo contatto con questi bambini.

Il terzo gruppo ha cercato di incontrare un gruppo di rom che frequenta un parco qui vicino. Purtroppo a causa dell’alta temperatura non ne ha trovati, ma ha fatto animazione con i bambini di una scuola qui vicino.

La giornata di oggi e’ stata principalmente di scoperta delle varie realta’ in cui faremo servizio, in modo da capire anche come dividere al meglio le nostre forze.

Simone&Valeria

Aug 2

Il Clan dello Strafalari e il Critical Clan sono finalmente arrivati a Bucarest.

Oggi pomeriggio abbiamo iniziato ad ambientarci nella parrocchia che ci ospitera’, e a giocare con i bambini dell’oratorio estivo. E’ bello vedere come, nonostante non si riesca a capire quasi nemmeno una parola, sia possibile giocare insieme. E come i sorrisi valgano piu’ delle parole.

Bucarest per il momento ci si e’ presentata molto calda. Un caldo peggiore di quello di Milano a cui siamo abituati, reso piu’ difficile da sopportare perche’ l’acqua di qui pare non dissetare molto. Ma del resto siamo scout e abbiamo affrontato situazioni ben peggiori, quindi questo non ci spaventa. La sistemazione logistica e’ comunque buona, visto che abbiamo anche dei letti, quindi non possiamo lamentarci.

Dopo aver iniziato oggi pomeriggio a conoscere giocando i bimbi dell’oratorio, da domani inizieranno le attivita’ di serivzio a pieno regime: le pattuglie si divideranno tra l’oratorio estivo, un parco dove speriamo di riuscire a coinvolgere nei giochi alcuni bambini rom e un istituto per persone disabili.

Nei prossimi giorni vi aggiorneremo su come stiamo vivendo la nostra esperienza qui a Bucarest!

Simone&Martina

p.s. ci scusiamo per gli accenti e gli apostrofi messi un po’ a caso, ma la tastiera rumena e’ un po’ complicata. E senza punti e virgola.

Jul 21

Ricordo che questo Weekend cominciano i Campi e le VdB! Tutto pronto? Zaino Fatto?

Buona Caccia, Buon Sentiero, Buona Strada

Kaa

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