L’avventura entra nel vivo

Oggi e’ stata la prima giornata piena ed effettiva di campo a Bucarest Noi (il quartiere periferico in cui ci troviamo), iniziata molto presto per permettere a tutti di iniziare per tempo il proprio servizio.

Ci siamo infatti divisi in tre pattuglie che si sono occupate dei tre servizi che ci e’ chiesto di svolgere.

Qualcuno ha avuto a che fare con gli ospiti dell’istituto per malati mentali gestito dalle Suore di Madre Teresa. Probabilmente e’ la realta’ piu’ complessa nella quale ci troviamo ad operare. Era difficile aspettarsi quello che poi ci siamo trovati davanti, e anche esprimere a parole le emozioni che abbiamo provato al primo impatto con quel luogo non e’ affatto semplice. La comunicazione con i malati mentali e’ sempre problematica, e le barriere linguistiche certamente non aiutano. Speriamo che tornandoci piu’ frequentemente sia possibile per noi superare almeno qualche barriera, magari anche entrando maggiormente in contatto con coloro che, per scelta o per lavoro, hanno deciso di lavorare in questa struttura.

Un altro gruppo e’ rimasto nella parrochia che ci ospita per coinvolgere i ragazzi dell’oratorio estivo. Per noi non era una realta’ nuova, visto che li avevamo gia’ conosciuti ieri, e quindi e’ stato stancante ma meno complicato. Inoltre stiamo imparando qualche parola di rumeno, che si aggiunge ai gesti che sono stati il primo contatto con questi bambini.

Il terzo gruppo ha cercato di incontrare un gruppo di rom che frequenta un parco qui vicino. Purtroppo a causa dell’alta temperatura non ne ha trovati, ma ha fatto animazione con i bambini di una scuola qui vicino.

La giornata di oggi e’ stata principalmente di scoperta delle varie realta’ in cui faremo servizio, in modo da capire anche come dividere al meglio le nostre forze.

Simone&Valeria

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