Incontri rumeni (o romeni? Mah!)

Aspettiamo che l’ultimo abbia finito di lavarsi, e poi usciamo.
Questa sera facciamo quattro passi e andiamo a prendere un kebap per cena, al ritorno ci aspetta Celina per far due chiacchiere e aiutarci a tessere qualche filo di ragionamento.

Siamo nella zona del mercato, che di giorno ha i colori dei pomodori e delle carote e di sera, a bancarelle chiuse, risuona di musica ad alto volume che esce da improbabili auto, coperte di pannocchie o di tappeti.

Un po’ di rom, ”i zingari”, come li chiama Celina, bivaccano e giocano per le strade. Non c’e’ molta gente in giro, per lo piu’ incontriamo ragazzi sul viale grande, quello che porta a Chitila dalle Suore, e bambinetti per strada nella zona del mercato. Case basse, tantissime rivendite di materiale edile, pochi negozi di altro tipo. Qui si costruisce molto, oppure semplicemente siamo in una zona cosi’ povera che per la spesa basta il Penny Market di quartiere e il mercato della frutta e della verdura…

L’incontro con Celina l’ha portata a darci il suo punto di vista su tante cose… sull’esperienza che sta vivendo ormai da dodici anni qui, nella parrocchia di p. Martin, sulla sua giovinezza durante il Comunismo, sul contatto e la collaborazione con i tanti gruppi di italiani che si sono alternati nel corso degli anni, anche se da qualche tempo con meno assiduita’. Si parla di chi vive con loro, ospite della Parrocchia: giovani studenti senza altro posto dove stare, un bimbetto con una mamma non proprio a posto che e’ in ”affido”, e poi diseredati di ogni natura, che sanno che da queste parti una mano non si nega a nessuno. Il contatto con i rom e’ duro e faticoso, tante esperienze negative risuonano nelle parole di Celina che non e’ contenta di come si comportano, dell’atteggiamento remissivo e piagnucolante, della poca voglia di cambiare mentalita’ e imparare a esercitare diritti e doveri.

Ci suggerisce di fare due chiacchiere con p.Martin, che ha un incarico in Curia proprio per la Pastorale dei Migranti.
Questa mattina gliel’abbiamo chiesto, lo incontreremo lunedi’ o martedi’ cosi’ che possa aiutarci a mettere altri tasselli in questo complicato mosaico.

A.

La.Sca

Anna, classe 1976. Capo del Clan dello Strafalari, e pure Maestra!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento